Aw.. me misero
Inviato: 15 ott 2010, 22:41
Eccomi.. sono appena rientrato dopo 14 ore intensissime...
Scena sul tram mentre ero in viaggio verso il policlinico
Un controllore, bello in carne, mi passa accanto e dice qualcosa a qualcuno, uno straniero presumo, che io non sento poichè avevo le cuffie.
Un signore anziano accanto a me, mi rivolge la parola, così tolgo le cuffie e chiedo lui gentilmente di ripetere.
Questo signore mi dice qualcosa tipo "ah, che bella panza tene ocontrollòr" e io rispondo "deve aver mangiato qualche passeggero senza biglietto!", e dopo una risata attacca improvvisamente col farmi una pippa sugli immigrati e su quanto non ci fanno niente da noi.
A metà discorso lo interrompo, cortesemente, dicendo una frase fatta apparentemente sensata (ma in realtà profondamente fuorviante e inutile) qual'è "mogli e buoi dei paesi tuoi!", per poi sorridere, mettermi le auricolari e tornare a fissare il molto più interessante e intelligente marciapiede napletano.
E questo era il 3° episodio di "razzismo-xenophobia" di oggi.
Ahh....italiani, brava gente, italiani cuore d'oro *__*
Ma ora volevo lasciarvi una poesia, che ho scritto mettendo completamente a nudo la mia anima, in questa tiepida notte di questo mesto mese in questa struggente stagione di questa fragile vita:
Come una lacrima di tenebra di un angelo caduto...
Come la clessidra del tempo ormai perduto...
Come l'amore che in vita non ho mai avuto...
Come un mattino che il freddo notturno ha vissuto...
Come la rabbia di andare all'Ikea e non trovare un imbuto...
Come il fissare una capra aspettando uno starnuto...
Come sbagliare un verbo e dire sbagliuto...
Come un Quoll, che-disgustato-dall'ennesimo-"poeta-maledetto"/utente-di-discutiamo-che-commenta-il-post-di-un-altro-scrivendo-una-mediocre-poesia-o-spiccioli-versi-senza-nemmeno-aver-probabilmente-nemmeno-letto-l'intervento,
lascia anch'egli un suo tributo...
Scena sul tram mentre ero in viaggio verso il policlinico
Un controllore, bello in carne, mi passa accanto e dice qualcosa a qualcuno, uno straniero presumo, che io non sento poichè avevo le cuffie.
Un signore anziano accanto a me, mi rivolge la parola, così tolgo le cuffie e chiedo lui gentilmente di ripetere.
Questo signore mi dice qualcosa tipo "ah, che bella panza tene ocontrollòr" e io rispondo "deve aver mangiato qualche passeggero senza biglietto!", e dopo una risata attacca improvvisamente col farmi una pippa sugli immigrati e su quanto non ci fanno niente da noi.
A metà discorso lo interrompo, cortesemente, dicendo una frase fatta apparentemente sensata (ma in realtà profondamente fuorviante e inutile) qual'è "mogli e buoi dei paesi tuoi!", per poi sorridere, mettermi le auricolari e tornare a fissare il molto più interessante e intelligente marciapiede napletano.
E questo era il 3° episodio di "razzismo-xenophobia" di oggi.
Ahh....italiani, brava gente, italiani cuore d'oro *__*
Ma ora volevo lasciarvi una poesia, che ho scritto mettendo completamente a nudo la mia anima, in questa tiepida notte di questo mesto mese in questa struggente stagione di questa fragile vita:
Come una lacrima di tenebra di un angelo caduto...
Come la clessidra del tempo ormai perduto...
Come l'amore che in vita non ho mai avuto...
Come un mattino che il freddo notturno ha vissuto...
Come la rabbia di andare all'Ikea e non trovare un imbuto...
Come il fissare una capra aspettando uno starnuto...
Come sbagliare un verbo e dire sbagliuto...
Come un Quoll, che-disgustato-dall'ennesimo-"poeta-maledetto"/utente-di-discutiamo-che-commenta-il-post-di-un-altro-scrivendo-una-mediocre-poesia-o-spiccioli-versi-senza-nemmeno-aver-probabilmente-nemmeno-letto-l'intervento,
lascia anch'egli un suo tributo...